Le tabelline e l'ortografia richiedono allenamento, ma un bambino stanco dopo la scuola non ha voglia di altri esercizi. La soluzione è portare l'esercizio dentro la vita di tutti i giorni, sotto forma di gioco. Pochi minuti al giorno, in momenti tranquilli, valgono più di una lunga sessione forzata.
Giochi per ogni momento
In cucina, mentre si prepara la cena, si può giocare con i numeri: quante fette servono per tutti, quante posate in totale, quanti bicchieri per la tavola. Ai bambini piace contare e risolvere problemi veri. Con le tabelline si può fare una gara: chi risponde più in fretta a una moltiplicazione lanciata a sorpresa vince il primo boccone del dolce.
In auto o in autobus si può giocare a indovinare parole. Un adulto pronuncia una parola difficile e il bambino la scrive con il dito sul sedile o sul finestrino. Un'altra idea è il gioco della catena: si dice una parola e il successivo deve trovarne una che inizi con l'ultima lettera. Così si allena la memoria senza carta né penna.
Con carte e dadi si possono inventare piccole sfide. Ogni carta rappresenta un numero e il bambino deve moltiplicarlo per quello del dado. Per l'ortografia, si scrivono le parole su bigliettini, si mettono in un barattolo e si pesca: chi la scrive bene guadagna un punto. Un piccolo premio, come scegliere la storia della sera, basta come ricompensa.
Lodate l'impegno, non solo il risultato. Se il bambino sbaglia, ridete con lui e riprovate, senza correggere in tono severo. Il gioco funziona solo se resta gioco: quando diventa una prova, meglio smettere e riprendere il giorno dopo.
Con qualche minuto al giorno, i bambini fanno progressi senza accorgersene, e la voglia di imparare cresce. Se c'è un fratello o una sorella, si possono fare squadre: la collaborazione rende tutto più divertente, e chi è più grande impara a spiegare, che è già un modo di imparare.